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Bar e ristoranti aperti, il Tar della Calabria accoglie il ricorso del Governo.

Bar e ristoranti aperti, il Tar della Calabria accoglie il ricorso del Governo.

Jole Santelli aveva consentito la riapertura dei locali pubblici ma il Tar accoglie il ricorso del Governo.

Il Tar di Catanzaro boccia l’ordinanza n. 37 del 29 aprile 2020, della presidente della Calabria Jole Santelli con la quale  aveva anticipato la riapertura di bar e ristoranti e dà ragione al Governo.

I giudici hanno ordinato che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Nelle 29 pagine della sentenza i giudici amministrativi scrivono: «Spetta al Presidente del Consiglio dei ministri il compito di promuovere e coordinare l’azione di Governo per quanto attiene ai rapporti con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano». Il collegio ha poi sottolineato come alla Presidenza del Consiglio dei ministri è attribuito il compito «di assicurare l’esercizio coerente e coordinato dei poteri amministrativi e quindi anche il potere di agire giudizialmente laddove l’esercizio dei poteri amministrativi avvenga in maniera disarmonica o addirittura antitetica».

Francesco Boccia ministro per gli Affari regionali e le Autonomie ha commentato «Le sentenze e le leggi non si discutono, ma sia applicano» ha aggiunto «La sicurezza dei luoghi di lavoro per lavoratori e cittadini è una nostra priorità assoluta nell’emergenza Covid-19. Non è la stagione delle divisioni, dei protagonismi e del’individualismo». 

La risposta della Presidente Jole Santelli: «Non nascondiamo il rammarico per una pronuncia che provoca inevitabilmente una battuta d’arresto ai danni di una regione che stava ripartendo dopo due mesi di lockdown e dopo immensi sacrifici da parte dei cittadini».

La pronuncia del Tar è destinata ad avere un effetto su scala nazionale. Dopo la Calabria, infatti, anche la provincia autonoma di Bolzano ha emesso un’ordinanza che dava la possibilità ai bar e ristoranti di poter riaprire dando ai clienti l’opportunità di poter consumare all’aperto. Anche in questo caso, però, il ministro Boccia aveva ipotizzato ricorso contro l’ordinanza.