I castelli di Cleto: storia e architettura di due gioielli medievali

Nascosto tra le maestose colline della provincia di Cosenza, Cleto svela al viaggiatore attento un tesoro prezioso: i suoi due magnifici castelli, testimoni silenziosi di epoche passate e affascinanti custodi di leggende antiche. Il Castello di Petramala e il Castello di Sabuci emergono come due gioielli medievali, ciascuno portatore di una storia unica e di un’architettura che incanta.

i castelli di Cleto

Il castello di Petramala

Il Castello di Petramala, incastonato nella parte più alta del borgo di Cleto, è un’imponente testimonianza del passato normanno della regione. Le sue possenti mura perimetrali, ancora oggi ben conservate, sussurrano i segreti di un’epoca lontana. Il portale di pietra, risalente ai lavori di ristrutturazione del XVI secolo, accoglie i visitatori invitandoli a immergersi nel fascino di un’architettura che sfida il tempo.

Due torri cilindriche, una dedicata alla difesa e l’altra all’abitazione, dominano l’orizzonte circostante, offrendo uno spettacolo suggestivo e suggestivo. La cisterna interna testimonia l’ingegno dei costruttori medievali, che garantivano così un’autonomia preziosa per gli abitanti del castello.

Il castello di Sabuci

Il Castello di Sabuci, risalente all’epoca angioina, si erge con fierezza sulle rive del fiume Savuto, ricordando ai visitatori la sua importanza strategica nel corso dei secoli. Sebbene i suoi resti siano stati recuperati grazie a un attento progetto di restauro, il castello conserva intatta la sua aura di mistero e fascino. Testimone delle lotte e delle conquiste del passato, Sabuci continua a dominare l’orizzonte circostante, simbolo tangibile della forza e del potere di un’epoca lontana.

Storia e Importanza

I castelli di Cleto, simboli della storia e della cultura della Calabria, hanno giocato un ruolo cruciale nelle vicende storiche della regione. Il Castello di Petramala è legato indissolubilmente alla presenza normanna nel territorio, mentre il Castello di Sabuci riflette l’influenza angioina e la loro architettura militare del XIII secolo. Queste imponenti strutture hanno assistito al susseguirsi di conquiste e dominazioni, custodi di segreti che solo le pietre possono raccontare.

Conservazione e turismo

Oggi, i castelli di Cleto accolgono visitatori provenienti da ogni angolo del mondo, desiderosi di immergersi nella storia e nella bellezza di questo luogo incantato. La loro conservazione è un’impegno costante, finalizzato a preservare il patrimonio storico e culturale della regione per le generazioni future. I turisti, affascinati dalla suggestiva atmosfera dei castelli e dalla leggenda che li avvolge, possono esplorare le loro mura e lasciarsi trasportare indietro nel tempo, al tempo dei cavalieri e delle dame, dei tornei e delle avventure.

In conclusione, i castelli di Cleto sono molto più di semplici rovine medievali; sono testimoni viventi di un passato glorioso e di una cultura ricca e variegata. La loro visita è un viaggio nel tempo, un’opportunità unica per immergersi nella storia e nell’architettura di un’epoca lontana, ma mai dimenticata. Cleto, il “Comune dei due castelli”, continua a stupire e incantare, offrendo ai suoi visitatori un’esperienza indimenticabile e un legame profondo con il proprio passato.

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