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La leggenda del salto del brigante

La leggenda del salto del brigante

La leggenda del salto del brigante, del Brigante “repulinu”, del brigante che saltò la timpa o della campana del brigante, viene tramandata in gran parte del territorio Crotonese ed è collegata alla Madonna della Candelora, che si venera nella chiesa di Altilia.

Sapete perché il dirupo che si trova sulla superstrada 107 nei pressi di Belvedere Spinello (KR) è chiamato Timpa del Salto?

Tutto ebbe inizio il 24 luglio del 1864 quando 24 Briganti  trovandosi nei pressi di Rocca Bernarda, sul fiume Tacina, rubarono le mandrie al sig. Albani.

La banda fu inseguita dai carabinieri e dopo vari combattimenti in tanti vennero uccisi o catturati, tranne uno, probabilmente il capobanda, si trovò davanti ad un dirupo combattuto se saltare o farsi uccidere. Scelse di saltare, ma prima di buttarsi dalla rupe pregò la Madonna di Altilia, che lì davanti aveva il santuario: “Maria d’Altilia, salvami tu! Ti farò io la campana che manca alla tua chiesa!” E si buttò. 

Fu un vero e proprio miracolo, arrivato in fondo al dirupo continuò a correre ringraziando la Vergine che lo aveva liberato dalla morte. Come ringraziamento fece fondere la campana a sue spese, infatti quella campana viene ancora conosciuta come la “campana del brigante”.

Alcuni narrano che la Madonna della Candelora avesse un proiettile di fucile nel petto fino al 1995 prima della restaurazione, perché aiutò il brigante a ripararsi dai colpi di fucile. 

Nicoletta Esposito

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