San Biagio

San Biagio

Il tre febbraio si festeggia in molte zone della nostre regione San Biagio. Vi racconteremo di come a Serra San Bruno (VV) venga ricordato questo santo che insieme a San Bruno è il Co-Patrono della città.

A lui è dedicata la cosiddetta Chiesa Matrice collocata al centro della città e di cui abbiamo già parlato nel nostro articolo su Serra San Bruno ( se volete saperne di più visitate la sezione “luoghi da visitare”).

La vita


Le origini del Santo sono tutt’oggi incerte, fu vescovo e martire di origine Armena ed è venerato sia dalla chiesa Cattolica che da quella Ortodossa. Della sua vita si sa poco ma si pensa che una motivazione plausibile del suo martirio possa essere trovata nel dissidio tra Costantino I e Licinio, i due imperatori-cognati (314) che portò a persecuzioni locali, con distruzione di chiese, condanne ai lavori forzati per i cristiani e condanne a morte per i vescovi.

La tradizione


Tradizionale poi è il dolce che nella giornata della festa profuma le vie del paese. Si tratta l’abbaculu di San Biagio, un dolce fatto con la pasta degli ‘nzulli che all’apparenza è roccioso ma che ha la capacità di sciogliersi in bocca. Trovate la ricetta nella nostra sezione gastronomia.
Legata a questo dolce vi è un’altra tradizione che vede San Biagio come un vero e proprio San Valentino per le coppie serresi di un tempo. Era usanza infatti che la suocera preparasse per la nuora un “abbaculu” dalle dimensioni notevoli e che poi lo regalasse alla futura sposa. Questa doveva recarsi in chiesa per farlo benedire, benedizione che ancora oggi avviene alle 15:30 prima della tradizionale processione della statua del Santo per le vie del paese. Dopo di che il dolce a forma di pastorale tornava a casa della suocera. Qui veniva diviso in due parte, quella superiore rimaneva al fidanzato mentre la parte inferiore andava alla fidanzata.
Un modo per festeggiare San Valentino in anticipo forse visto che al tempo di certo le coppie serresi non potevano permettersi feste a lume di candela!

La benedizione della gola


Ma San Biagio è soprattuto il protettore della gola, ecco allora che alla fine di ogni celebrazione eucaristica del tre febbraio, avviene da parte del parroco la benedizione della gola. Due candele incrociate, benedette il giorno della candelora, legate da un nastro rosso, vengono poste sulla gola di ogni partecipante e si invoca la protezione per intercessione di San Biagio. Perché proprio la gola? Si narra che il Santo abbia salvato la vita di un bimbo che stava per soffocare a causa di una lisca di pesce rimastagli incastrata nella gola. Ecco però che grazie all’intervento di Biagio la vita del bimbo fu salva.

Sabina Maiolo