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La liquirizia Calabrese

La liquirizia Calabrese

L’Enciclopedia Britannica definisce la liquirizia Calabrese come la migliore del mondo. 

La pianta della liquirizia fiorisce tra giugno e luglio e fa parte della famiglia delle fabacee /leguminose. È resistente al gelo e cresce principalmente nell’Europa meridionale in terreni calcarei o argilloso-sabbiosi. Tuttavia, in Calabria cresce e si riproduce in un clima caldo e asciutto. Proprio questo particolare clima esalta il contenuto di Glycyrrizina. Il glucoside è la sostanza che conferisce il caratteristico sapore al succo di liquirizia.

Le origini della liquirizia

La storia della liquirizia è molto curiosa. Si narra che per gli antichi Egizi fosse molto importate perché ritenuta un alimento indispensabile per il viaggio nell’aldilà. Infatti, la sua pianta fu ritrovata nella tomba di Tutankhamon. 

La liquirizia calabrese ha un forte potere dissetante. Gli Sciiti in Assiria utilizzavano la liquirizia nella loro alimentazione quotidiana per mantenersi idratati durante le traversate di oltre 10 ore nel deserto. 

I cinesi utilizzavano la liquirizia già 5000 anni fa per i suoi poteri curativi. In particolare è efficace su alcune patologie come la tosse e il raffreddore. Veniva impiegata anche per trattare le epatiti e migliorare la funzionalità epatica.

La storia della liquirizia Calabrese

La liquirizia di Calabria proviene dalle coltivazioni e dalle piante spontanee di Glycyrrhiza glabra nella varietà nota in Calabria come Cordara. La denominazione “Liquirizia di Calabria” compare già nel 1903 per distinguerla dalla “liquirizia di Russia”, più chiara e ricavata dalla Glycyrrhiza glandulifera o Glycyrrhiza echinata, presente nell’Europa sud-orientale. 

 La liquirizia di Calabria IGP è commercializzata in tre varietà:

  • radice fresca
  • radice essiccata
  • estratto di radice

Amarelli, liquirizia calabrese

La liquirizia Calabrese è famosa soprattutto grazie alla famiglia Amarelli che già nel 1500 praticava la  raccolta e la commercializzazione del prodotto. Nel 1731 a Rossano venne costruita la prima fabbrica per la lavorazione di questa pianta molto antica. Grazie al miglioramento dei trasporti marittimi, ai privilegi e alle agevolazioni fiscali concesse dai Borbone alle tipiche industrie, già nel 1800 la fabbrica Amarelli potè espandersi fino alla capitale. 

Era il 1840 quando Domenico Amarelli iniziò a migliorare la lavorazione con l’utilizzo di macchine più moderne. Inserì due caldaie a vapore che preparavano la pasta di radice e ne estraevano il liquido. Con una pompa a motore da 200 atmosfere azionava i torchi idraulici in modo da comprimere di nuovo la pasta e ricavare altro succo.

Oggi la liquirizia di Rossano viene esportata in tutto il mondo e riceve costantemente attestati di qualità.

La pianta

La pianta è esile e delicata e con radici molto profonde, può raggiungere una lunghezza di oltre un metro. Le foglie sono composte da foglioline lunghe e strette di colore verde intenso. I fiori, si schiudono in estate e crescono nella parte ascellare del fusto. La radice è la parte più importante, dalla quale si dipartono diverse ramificazioni allungate, scure esternamente e gialle all’interno.

La produzione 

Dopo essere state estratte dal terreno, le radici della liquirizia vengono raccolte e sbucciate e fatte essiccare per essere vendute al dettaglio sotto forma di piccoli bastoncini. In alternativa, la radice può essere messa a bollire per ottenere un infuso nero dal quale si ricava la liquirizia nera in pastiglie.

Proprietà della liquirizia 

Ha una spiccata azione antinfiammatoria, antibatterica e  antivirale. Combatte l’ulcera, cura la tosse, il raffreddore e contribuisce all’aumento della pressione sanguigna.

Nicoletta Esposito